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Estate 2011

Domenica, 18 Dicembre 2011

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Tornato l’11 settembre dal consueto viaggio di studio in Oriente, scrivo solo ora qualche riga su quanto è emerso questa estate. Non ho nemmeno tentato di scrivere dal posto in tempo reale perché sapevo che non ce l’avrei fatta a stare dietro alle cose, il tempo non sarebbe stato sufficiente.

Quindi proverò a sintetizzare qualche impressione adesso a mente fredda, spero in modo non troppo prolisso.

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Datong, Cina Popolare

Questa volta il mio arrivo a Datong è piuttosto tormentato, impiego due giorni di viaggio a causa della mancanza di coincidenze di aerei, treni e bus senza posti disponibili. Devo attendere un giorno a Pechino, ma alla fine riesco a partire.

Il Gran Maestro Guo (grande anche di statura, oltre che per l’indiscutibile livello) ci sta aspettando nella nuova sede con un gruppetto di allievi cinesi, che riconosco mentre entro nella sala.

Il mio allievo Fabio, con il quale condivido i viaggi di questa estate, deve essere piuttosto emozionato: è uno dei pochi occidentali a varcare la soglia della “tana”, dove Guo Guizhi trasmette i suoi insegnamenti agli allievi più progrediti.

Dopo i saluti e i convenevoli (è un anno che manco da Datong e siamo tutti molto contenti di ritrovarci!), iniziamo subito a praticare il zhan zhuang, esercizio fondamentale del Dachengquan, che affronteremo in diversi modi della nostra settimana d’allenamento.

Allenarsi nella sede centrale mette a dura prova non solo muscoli e sistema nervoso, ma anche i polmoni dei partecipanti: nella scuola di Datong sono infatti molti i cinesi che fumano, tra un esercizio e l’altro. Primo tra tutti il Maestro che fuma, osserva, medita, corregge l’impostazione degli esercizi e di tanto in tanto ferma tutti per spiegare un nuovo esercizio. Riuscire a praticare tra nuvole di fumo, anche se con finestre e porte aperte, sembra essere un allenamento nell’allenamento. L’abilità consiste nel trovare lo spazio più idoneo per non essere troppo “affumicati” e nella capacità di sopportazione. I polmoni ringraziano, ma è un prezzo che pagano volentieri per permettere al resto del corpo di approfondire un lavoro di introspezione che sembra non avere fine.

A proposito dell’abitudine dei cinesi a fumare dirò ancora, e con questo chiuderò l’argomento, che essa ricorda la stessa abitudine che noi giovani degli ‘70 avevamo e che avevamo ereditato dalle generazioni precedenti: si fumava dappertutto e di continuo, era normale fumare anche in ascensore, in casa, duranti i pasti tra un piatto e l’altro… era un’abitudine assolutamente sbagliata, figlia dell’ignoranza e della sottovalutazione delle conseguenze.  Fumare, a quel tempo, ti faceva sentire grande, adulto.  Era roba da duri, insomma.  Addirittura suonava strano trovare qualcuno che, alla tua offerta di una sigaretta, rispondesse “grazie, non fumo”.  Smettere con un vizio così tossico è stata la cosa più intelligente che feci nell’85, ma ci impiegai parecchio a smaltire i residui e spero che i miei polmoni mi abbiano perdonato.

Scusate la disgressione, era per dire che in alcune parti della Cina credo che oggi sia ancora così: fumano in molti ed è assolutamente normale farlo ovunque.  Le nuove generazioni probabilmente cresceranno con una cultura differente e penso che, prima o poi, verrà effettivamente proibito fumare nei locali pubblici.  I primi segnali si vedono nelle principali città cinesi, ma occorrerà del tempo perché si adegui il senso comune.

Torniamo al Dachengquan: ci mettiamo subito d’accordo sugli orari d’allenamento e Fabio capisce subito che dovrà avere una buona resistenza fisica, perché il tempo dedicato al zhan zhuang e e agli esercizi di attivazione sono preponderanti.  Su 3 ore di pratica arriviamo a fare anche 2 ore di postura: chi conosce le modalità del zhan zhuang trasmesse dal M° Guo sa di cosa parlo.  L’intensità della pratica è notevole e non avrebbe senso arrivare non preparati.  Per fortuna la preparazione del mio allievo è considerata sufficiente e quindi il tipo di insegnamento è spinto in profondità.

Riesco sempre a stupirmi da quanti dettagli e sfumature è composto il Dachengquan del M° Guo: anche se credi di conoscere l’argomento, il Maestro riesce sempre a vedere cosa non hai sviluppato a sufficienza e ti fa sentire cosa dovresti fare.  È come se, passo dopo passo, ti plasmasse fino ad arrivare dove voleva… e tu senti il corpo come non lo avevi sentito prima.  Ti rendi conto che in quel modo puoi esprimere davvero più forza integrata.

Questo metodo di lavoro può sembrare snervante e non è per tutti, ma produce evidenti risultati.  Quando si arriva a percepire un nuovo punto nell’immobilità, poi lo si cerca nel movimento lento (shili) e infine nei movimenti liberi.  Rendere stabili le nuove acquisizioni richiede tempo ed è difficile, senza un metodo costante sarebbe impossibile trasferire questo imprint nel  profondo.  Occorre richiamare la giusta struttura più e più volte per non perdere quanto sentito e poter arrivare a utilizzare tutto questo in rapidità e libertà.

Quando vedo filmati di varie discipline oggi di moda su youtube, rifletto spesso su questo aspetto.  Persone che si muovono con eleganza, scioltezza e apparente mancanza di sforzo davanti ad un coltello o a un bastone… quanto di tutto questo si potrebbe davvero vedere in una situazione libera, con velocità e adrenalina?  Quanto funzionerebbe davvero?  La mia riflessione mi porta poi a confrontare tutto questo con quelle discipline dove è previsto il confronto reale e dove eleganza e facilità lasciano il posto a scontri cruenti e molto sanguigni, molto più simili alla lotta dei galli o dei cani da combattimento che a movimenti “mistici e kungfuici”.

Nel Dachengquan ci sono fasi dove ci si muove poco e si suda molto, ma quando poi il movimento si libera ti rendi conto di allenarti con persone apparentemente normali, ma potenzialmente molto pericolose.  Il classico vicino di casa, una così brava persona… salvo quando si trasforma in un serial killer!  Quello che emerge nella pratica del Dachengquan è che il lavoro deve essere costante e senza distrazioni, non è una disciplina da turisti delle arti marziali.  I risultati sono notevoli, ma il dispendio di energie per arrivarvi è alto.

Nei giorni che seguono il mio allievo sperimenta il “battesimo” del lancio contro la parete, sospinto ripetutamente, dal M° Guo e da me a suo esclusivo beneficio, con applausi convinti degli amici cinesi a sottolineare le spinte più riuscite.

Fabio era stato preparato psicologicamente all’impatto degli allenamenti, ma nonostante questo ha dovuto avere volontà e spirito di sacrificio per continuare a praticare giorno dopo giorno senza bigiare, con il corpo che accumulava stanchezza e tensioni.  Per ottenere un cambiamento qualitativo in un tempo così breve, il Maestro era costretto a tenerci sempre sotto pressione, tuttavia l’ambiente era gradevole (fumo a parte) e il corpo nei giorni si abitua.  Alla fine siamo partiti soddisfatti, avendo tempo sarebbe stato bello fermarsi ancora per un mesetto…

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Taichung, isola di Taiwan (Cina nazionalista)

Dopo una settimana partiamo alla volta di Taiwan dove per 15 giorni ci alleneremo con il M° Wang Fulai e la Maestra Huang Suchun.

Troviamo la nuova casa dei Maestri a Taichung dove saremo ospitati per tutto il periodo, e ci godiamo mezza giornata di riposo.  Poi si comincia.  Sono consapevole di dover dare un importante esame per conseguire la certificazione internazionale nel Xingyiquan.  Gli allenamenti sono quindi doppiamente importanti per me e tutte le correzioni preziose.  Questo viaggio porta a compimento un lungo periodo di studio e certifica il passaggio da un piano di lavoro ad un altro.  Mancare l’obiettivo significa restare ancorati ad un livello di pratica senza poter passare ai piani successivi.  Cerco di non dimenticare tutto questo, ma decido di vivere l’esperienza “senza scopo”, vale a dire vivendo quello che avverrà senza pormi problemi… nella piena accettazione di ciò che avverrà.

La caratteristica comune nel modo di praticare dei cinesi, anche a Taiwan, è quella della naturalezza. Vivendo in casa la pratica non è organizzata come un susseguirsi di “corsi” con orari rigidi e ben prestabiliti, ma come un continuo alternarsi di riposo e allenamento.  La pratica è individuale e il ritmo scandito dall’organizzazione della giornata.  Diciamo che ci si allena di media 2-3 volte al giorno.  Tre volte alla settimana poi si frequentano anche i corsi a Caotun, nella sede storica dove insegnava il Gran Maestro Wang Shu Jin.  Quando si va a Caotun si torna a casa molto tardi e ancora più tardi si va a dormire, molto tardi.  La notte è infatti l’unico momento possibile per connettersi ad internet, leggere la posta e chiacchierare di tutto tra di noi.

Arrivano poi gli attesi momenti: il consueto omaggio al Gran Maestro Wang Shu Jin, che riunisce tutte le scuole di Taiwan e richiama maestri dalle varie parti del mondo, e il seguente esame nel pomeriggio per me e un altro praticante di Taiwan.  La data tanto attesa quest’anno è il 4 settembre.

La commemorazione del GM Wang Shu Jin avviene alla presenza di molte scuole di Taiwan, caratterizzate dalla moltitudine di magliette di colori diversi riconducibili ai singoli gruppi, alla delegazione giapponese con i Maestri Ozawa e Jibiki Hiroko, al Maestro Ji, il più anziano tra gli allievi diretti del GM Wang Shu Jin.

Scopro con sorpresa ed emozione che il M° Ji ha scritto un libro sulla sua esperienza e ha inserito anche alcune foto nella quale compariamo noi, quando lo avevamo conosciuto nel 2009.  Me lo porge semplicemente in regalo.  Trovarmi inserito in un libro di un anziano e conosciuto Maestro di Taiwan mentre eseguo il Bagua Zhang è un onore e mi costringerà a fare il possibile per corrispondere a questo gesto un livello sempre più adeguato.

A cerimonia finita si va a mangiare tutti insieme in un clima di allegra festa e nel pomeriggio si svolgono gli esami internazionali.  La capacità di calarsi pienamente nel proprio ruolo da parte degli orientale si rivela immediatamente dall’attenzione e dalla serietà della commissione. Se a tavola sembravano compagni allegri, ridanciani e senza problemi a bere qualche bicchiere in più per festeggiare, in occasione degli esami sono già rientrati pienamente nel loro compito e senza alcun segno che lasci trasparire una sbavatura.  Sarà l’impronta della cultura buddhista o si chiama semplicemente professionalità?

L’esame è lungo, non passa mai.  Solo due candidati, un allievo di Taiwan del M° Wang con 18 anni di studio del Xingyi Quan ed io.  Continuiamo ad alternarci per presentare l’interminabile programma completo dello stile.  Alla fine passo l’esame e ho finalmente la soddisfazione di essere al momento il solo europeo ad aver ottenuto questa certificazione.  Con spirito decisamente più sciolto e rilassato i giorni seguenti proseguiranno con la revisione delle tecniche di Bagua Zhang, lo stile decisamente più complesso e raffinato della scuola Cheng Ming.

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Di ritorno da questi viaggi restano le profonde impressioni ricevute, la consapevolezza di quanto occorre ancora studiare nonostante il lungo percorso fatto finora.  Mi rendo conto della ricchezza di stimoli e conoscenze assorbite nel corso del mio percorso e della mia necessità di organizzare sempre meglio la didattica per trasmettere a mia volta quanto appreso.  La mia “biblioteca corporea” sta stipando molti volumi di grande interesse, linguaggi diversi per approfondire un solo ampio argomento. Spero di continuare ad accrescere la mia “capacità di lettura” e trasmettere quanto possibile affinché altri possano beneficiare di queste informazioni.  Del resto non dovrebbe essere questo lo scopo di chiunque forma degli allievi?

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Seminario a Prata e Porcia (Pordenone)

Sabato, 17 Dicembre 2011
3 Marzo 2012 9:00a4 Marzo 2012 18:00

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Stage condotto dal M° Paolo Magagnato per conto dell’associazione del M° Franco Caliman.

In programma: sistema Cheng Ming e suoi collegamenti con il Dachengquan (Yiquan), pratica marziale e per la salute.  Gli interessati possono comunque contattare direttamente il M° Caliman al +39 3393151362 o scrivere una email a caliman.franco@alice.it . Posti disponibili limitati… non aspettate!

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Lyon, Lyon…

Giovedì, 15 Dicembre 2011

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Il 26-27 novembre sono stato a St. Germaine Au Mont d’Or (Lyon, Francia) per il previsto seminario di Taijiquan all’associazione Atemi mont d’Or.  Insieme a me l’immancabile Sergio e, per la prima volta, il grande Alessandro, allievo di lunga data e di lunga esperienza.

Che dire? Il gruppo di Jean Claude Guillot è prima di tutto un vero nucleo di amici e di appassionati praticanti, il loro livello continua a crescere in maniera progressiva e così il loro entusiasmo!

Avendo il compito di trasmettere loro le tecniche della Scuola Cheng Ming ne sono davvero felice!

Con il gruppo di insegnanti

Lo stage

Lo stage è stata l’occasione per evidenziare tecniche e applicazioni al combattimento di alcuni movimenti della 4a sezione della forma, ma anche e soprattutto per approfondire esercizi interni applicati al zhan zhuang (posture) e al tuishou (spinte e pressioni). Ho chiaramente percepito la gioia dei partecipanti quando abbiamo sperimentato il modo di ammorbidire il contatto, di assorbire i colpi e di respingere elasticamente la forza dell’avversario.  Un percorso esperienziale per arrivare con naturalezza e facilità all’esercizio libero con pugni e calci, senza particolari traumi e in un modo proponibile, oltre che a preparati combattenti, anche ad adulti maturi senza precedenti esperienze di combattimento.

Devo dire che fa un certo effetto vedere persone dedite al Tai Chi come dimensione di studio personale e senza alcuna velleità marziali… prendersi gioiosamente “a botte” con la massima disinvoltura e naturalezza! Il ché mi conferma come spesso si possa rendere facile il difficile e si possano ottenere risultati brillanti anche con persone che praticano per il benessere e scoprono il piacere del lato marziale.

I risultati ottenibili quindi dipendono in ampia misura dalla capacità dell’insegnante di mettere in condizioni tutti, attraverso la giusta metodica, di affrontare difficoltà crescenti e dall’ambiente collaborativo che si crea. Poi ci sono i “fuori classe” nati, con capacità non comuni e non esegibili da tutti, e le persone molto allenate e molto motivate… che avranno un vantaggio ancora maggiore dall’applicazione intensiva dei principi studiati.

Jean Claude era molto contento e avrebbe voluto organizzare altri 2 seminari prima dell’appuntamento di maggio con il M° Wang Fulai ma, per motivi legati alla disponibilità della sala d’allenamento (l’unico palazzetto della zona, molto richiesto), gli è stato poi possibile prenotare una sola data per aprile.

Appuntamento quindi per tutti gli interessati al 21-22 aprile 2012, sicuri di ritrovare gli amici francesi sempre più preparati e allegri!

PM

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Addio Claude

Venerdì, 11 Novembre 2011

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Claude Sauvageot, presidente dell’Association Française de Dachengquan et de Traditions Martiales Chinoise, ci ha lasciato sabato 22 ottobre in seguito ad un incidente automobilistico.

Da oltre 10 anni Claude assicurava la venuta in Europa del M° Guo Guizhi e l’organizzazione di numerosi seminari. Claude era uno dei primi allievi europei del M° Guo e, prima ancora, del Dott. Yu Yongnian.

Lo ricordiamo come un appassionato di Dachengquan gentile e discreto, ci mancherà.

Tutte le associazioni di Dachengquan e i praticanti che lo hanno conosciuto sono profondamente rattristati da questo improvviso lutto e presentano le loro sincere condoglianze.

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Stage a Lyon, St. Germaine au Mont d’Or - France

Mercoledì, 14 Settembre 2011
21 Aprile 2012 9:00a22 Aprile 2012 17:00

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STAGE DI CHENG MING TAIJIQUAN E ARTI MARZIALI INTERNE CINESI

condotto dal M° Paolo Magagnato

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Organizzato dell’Associazione Atemi Mont d’Or

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Stage a Lyon, St. Germaine au Mont d’Or - France

Mercoledì, 14 Settembre 2011
26 Novembre 2011 9:00a27 Novembre 2011 17:00

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STAGE DI CHENG MING TAIJIQUAN E ARTI MARZIALI INTERNE CINESI

condotto dal M° Paolo Magagnato

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Organizzato dell’Associazione Atemi Mont d’Or

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European workshop with Master Wang Fu Lai

Mercoledì, 14 Settembre 2011
12 Maggio 2012 9:30a13 Maggio 2012 18:30

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Seminario internazionale organizzato da

MOVIMENTO E PERCEZIONE e CHENG MING EUROPE

con i Maestri

WANG FU LAI  e  HUANG SU CHUN

Massimi esponenti mondiali della Scuola Cheng Ming

Allievi diretti del Gran Maestro WANG SHU JIN !!!

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Registrazione partecipanti ore 9:30, pratica ore 10:00-13:00 e 15:30-18:30

INFORMAZIONI: info@movimentopercezione.org - CELLULARE 333.7257931

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Olbia: Stage condotto dal M° Paolo Magagnato

Mercoledì, 14 Settembre 2011
31 Marzo 2012 10:00a1 Aprile 2012 18:00

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Stage di Yiquan (Dachengquan) e Taijiquan Cheng Ming a Olbia con il M° Paolo Magagnato

Istruttori assistenti: Aldo Addis e Gianni Pintus

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Programma generale:

  • Qigong e Yiquan: studio dei principali elementi e approfondimento
  • Forma a mano nuda e basi di spada di Taiji
  • Applicazioni al combattimento
  • Tuishou combinati e liberi
  • Basi di Xingyiquan e Baguazhang
  • Meditazione

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Informazioni e iscrizioni: Aldo Addis 330.732930 - Gianni Pintus giapintus@tiscalinet.it

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Olbia: stage con il M° Paolo Magagnato

Mercoledì, 14 Settembre 2011
4 Febbraio 2012 10:00a5 Febbraio 2012 18:00

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Stage di Yiquan (Dachengquan) e Taijiquan Cheng Ming a Olbia con il M° Paolo Magagnato

Istruttori assistenti: Aldo Addis e Gianni Pintus

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Programma generale:

  • Qigong e Yiquan: studio dei principali elementi e approfondimento
  • Forma a mano nuda e basi di spada di Taiji
  • Applicazioni al combattimento
  • Tuishou combinati e liberi
  • Basi di Xingyiquan e Baguazhang
  • Meditazione

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Informazioni e iscrizioni: Aldo Addis 330.732930 - Gianni Pintus giapintus@tiscalinet.it

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Olbia: Stage condotto dal M° Paolo Magagnato

Mercoledì, 14 Settembre 2011
12 Novembre 2011 10:00a13 Novembre 2011 18:00

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Stage di Yiquan (Dachengquan) e Taijiquan Cheng Ming a Olbia con il M° Paolo Magagnato

Istruttori assistenti: Aldo Addis e Gianni Pintus

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Programma generale:

  • Qigong e Yiquan: studio dei principali elementi e approfondimento
  • Forma a mano nuda e basi di spada di Taiji
  • Applicazioni al combattimento
  • Tuishou combinati e liberi
  • Basi di Xingyiquan e Baguazhang
  • Meditazione

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Informazioni e iscrizioni: Aldo Addis 330.732930 - Gianni Pintus giapintus@tiscalinet.it

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