L’importanza del suono

 

Spesso sfugge l’importanza che il suono riveste nella vita quotidiana. La qualità del suono, la sua ampiezza, la ritmica e l’armonia sono componenti fondamentali con le quali interagiamo continuamente.

Innanzitutto occorre distinguere tra suono e rumore.

Il rumore di fondo delle grandi città, delle industrie, delle automobili e dei cantieri… sono vere aggressioni sonore dalle quali l’orecchio e il sistema nervoso si difendono come possono. Il rumore diventa un sottofondo che finisce ad essere assorbito in modo parzialmente o totalmente inconsapevole dall’organismo.

Le persone costrette per lavoro a sopportare continui rumori ad elevato numero di decibel, finiscono con il diventare insensibili a tali frequenze sonore e ad abbassare il loro livello uditivo. Progressivamente diventano ipoacusici e contemporaneamente diminuiscono la capacità di rigenerare l’energia (secondo Tomatis l’orecchio fornisce il 70% della ricarica energetica totale prodotta dalle stimolazioni sensoriali).

Non solo. Quando non si riesce ad udire una gamma sonora difficilmente la si riesce a riprodurre: chi non sente normalmente non parla di solito in modo pulito e chiaro. Ciò è dovuto al fatto che l’orecchio “tara” il suono in uscita, la ricezione crea un feedback continuo d’aggiustamento al suono.

Non è un caso che delle persone stonate si dica che “non abbiano orecchio”.

L’emissione di un suono di qualità richiede poi uno strumento corporeo ben accordato e senza strozzature. Ci sono voci tipiche: perennemente roche, di testa, di naso, di gola, le voci ansiose, nervose o tremule… per non parlare delle persone con un filo di voce, afone, bloccate, o con un’articolazione approssimativa delle parole. Vi sono persone che iniziano un discorso parlando “dal solaio” e lo finiscono “dalla cantina”. Altre che non si sopportano tanto sono stridule e “acide”.

Abbiamo sotto gli occhi e nelle orecchie l’esempio di persone che vivono sulla comunicazione, leader politici, conduttori televisivi, attori… che parlano con voci inappropriate, addirittura bofonchiano, mangiano le parole e risultano difficili da comprendere, prima ancora che per quanto dicono, per come lo dicono.

Ciò che “rende” nelle parole di chi comunica non sono solo i contenuti, ma la qualità stessa della voce, la sua espressività, la sua incisività. La voce ha un potere di penetrazione nell’emozione e nelle coscienze di chi ascolta, ha un potere di seduzione.
Prima di colpire la mente, alcune voci toccano il cuore.
Vi sono persone che vivono di questo e risultano più seducenti e credibili di altre che non sanno usare la voce in modo adeguato. La condizione ideale è quindi voler comunicare in modo sincero, con il cuore, e avere a disposizione una voce che lasci trapelare la profondità e la verità di ciò che si dice.

 

Un percorso completo nella sonorità

Una voce calda, piacevole, avvolgente aiuta a comunica al meglio con le persone, che si sentono a proprio agio quando il messaggio arriva chiaro ma al tempo stesso non invasivo.

La capacità invece di avere una voce penetrante e dirompente è invece di estrema utilità nelle situazioni in cui si deve esprimere immediatezza, comando, precisione di esecuzione.

Dalla voce trapela calma, chiarezza, radicamento, autorevolezza.
Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, la voce è il suo respiro.

 

Percorso sonoro

Il percorso

Modulo 1

Modulo 2

Modulo 3