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Estate 2011

Domenica, 18 Dicembre 2011

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Tornato l’11 settembre dal consueto viaggio di studio in Oriente, scrivo solo ora qualche riga su quanto è emerso questa estate. Non ho nemmeno tentato di scrivere dal posto in tempo reale perché sapevo che non ce l’avrei fatta a stare dietro alle cose, il tempo non sarebbe stato sufficiente.

Quindi proverò a sintetizzare qualche impressione adesso a mente fredda, spero in modo non troppo prolisso.

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Datong, Cina Popolare

Questa volta il mio arrivo a Datong è piuttosto tormentato, impiego due giorni di viaggio a causa della mancanza di coincidenze di aerei, treni e bus senza posti disponibili. Devo attendere un giorno a Pechino, ma alla fine riesco a partire.

Il Gran Maestro Guo (grande anche di statura, oltre che per l’indiscutibile livello) ci sta aspettando nella nuova sede con un gruppetto di allievi cinesi, che riconosco mentre entro nella sala.

Il mio allievo Fabio, con il quale condivido i viaggi di questa estate, deve essere piuttosto emozionato: è uno dei pochi occidentali a varcare la soglia della “tana”, dove Guo Guizhi trasmette i suoi insegnamenti agli allievi più progrediti.

Dopo i saluti e i convenevoli (è un anno che manco da Datong e siamo tutti molto contenti di ritrovarci!), iniziamo subito a praticare il zhan zhuang, esercizio fondamentale del Dachengquan, che affronteremo in diversi modi della nostra settimana d’allenamento.

Allenarsi nella sede centrale mette a dura prova non solo muscoli e sistema nervoso, ma anche i polmoni dei partecipanti: nella scuola di Datong sono infatti molti i cinesi che fumano, tra un esercizio e l’altro. Primo tra tutti il Maestro che fuma, osserva, medita, corregge l’impostazione degli esercizi e di tanto in tanto ferma tutti per spiegare un nuovo esercizio. Riuscire a praticare tra nuvole di fumo, anche se con finestre e porte aperte, sembra essere un allenamento nell’allenamento. L’abilità consiste nel trovare lo spazio più idoneo per non essere troppo “affumicati” e nella capacità di sopportazione. I polmoni ringraziano, ma è un prezzo che pagano volentieri per permettere al resto del corpo di approfondire un lavoro di introspezione che sembra non avere fine.

A proposito dell’abitudine dei cinesi a fumare dirò ancora, e con questo chiuderò l’argomento, che essa ricorda la stessa abitudine che noi giovani degli ‘70 avevamo e che avevamo ereditato dalle generazioni precedenti: si fumava dappertutto e di continuo, era normale fumare anche in ascensore, in casa, duranti i pasti tra un piatto e l’altro… era un’abitudine assolutamente sbagliata, figlia dell’ignoranza e della sottovalutazione delle conseguenze.  Fumare, a quel tempo, ti faceva sentire grande, adulto.  Era roba da duri, insomma.  Addirittura suonava strano trovare qualcuno che, alla tua offerta di una sigaretta, rispondesse “grazie, non fumo”.  Smettere con un vizio così tossico è stata la cosa più intelligente che feci nell’85, ma ci impiegai parecchio a smaltire i residui e spero che i miei polmoni mi abbiano perdonato.

Scusate la disgressione, era per dire che in alcune parti della Cina credo che oggi sia ancora così: fumano in molti ed è assolutamente normale farlo ovunque.  Le nuove generazioni probabilmente cresceranno con una cultura differente e penso che, prima o poi, verrà effettivamente proibito fumare nei locali pubblici.  I primi segnali si vedono nelle principali città cinesi, ma occorrerà del tempo perché si adegui il senso comune.

Torniamo al Dachengquan: ci mettiamo subito d’accordo sugli orari d’allenamento e Fabio capisce subito che dovrà avere una buona resistenza fisica, perché il tempo dedicato al zhan zhuang e e agli esercizi di attivazione sono preponderanti.  Su 3 ore di pratica arriviamo a fare anche 2 ore di postura: chi conosce le modalità del zhan zhuang trasmesse dal M° Guo sa di cosa parlo.  L’intensità della pratica è notevole e non avrebbe senso arrivare non preparati.  Per fortuna la preparazione del mio allievo è considerata sufficiente e quindi il tipo di insegnamento è spinto in profondità.

Riesco sempre a stupirmi da quanti dettagli e sfumature è composto il Dachengquan del M° Guo: anche se credi di conoscere l’argomento, il Maestro riesce sempre a vedere cosa non hai sviluppato a sufficienza e ti fa sentire cosa dovresti fare.  È come se, passo dopo passo, ti plasmasse fino ad arrivare dove voleva… e tu senti il corpo come non lo avevi sentito prima.  Ti rendi conto che in quel modo puoi esprimere davvero più forza integrata.

Questo metodo di lavoro può sembrare snervante e non è per tutti, ma produce evidenti risultati.  Quando si arriva a percepire un nuovo punto nell’immobilità, poi lo si cerca nel movimento lento (shili) e infine nei movimenti liberi.  Rendere stabili le nuove acquisizioni richiede tempo ed è difficile, senza un metodo costante sarebbe impossibile trasferire questo imprint nel  profondo.  Occorre richiamare la giusta struttura più e più volte per non perdere quanto sentito e poter arrivare a utilizzare tutto questo in rapidità e libertà.

Quando vedo filmati di varie discipline oggi di moda su youtube, rifletto spesso su questo aspetto.  Persone che si muovono con eleganza, scioltezza e apparente mancanza di sforzo davanti ad un coltello o a un bastone… quanto di tutto questo si potrebbe davvero vedere in una situazione libera, con velocità e adrenalina?  Quanto funzionerebbe davvero?  La mia riflessione mi porta poi a confrontare tutto questo con quelle discipline dove è previsto il confronto reale e dove eleganza e facilità lasciano il posto a scontri cruenti e molto sanguigni, molto più simili alla lotta dei galli o dei cani da combattimento che a movimenti “mistici e kungfuici”.

Nel Dachengquan ci sono fasi dove ci si muove poco e si suda molto, ma quando poi il movimento si libera ti rendi conto di allenarti con persone apparentemente normali, ma potenzialmente molto pericolose.  Il classico vicino di casa, una così brava persona… salvo quando si trasforma in un serial killer!  Quello che emerge nella pratica del Dachengquan è che il lavoro deve essere costante e senza distrazioni, non è una disciplina da turisti delle arti marziali.  I risultati sono notevoli, ma il dispendio di energie per arrivarvi è alto.

Nei giorni che seguono il mio allievo sperimenta il “battesimo” del lancio contro la parete, sospinto ripetutamente, dal M° Guo e da me a suo esclusivo beneficio, con applausi convinti degli amici cinesi a sottolineare le spinte più riuscite.

Fabio era stato preparato psicologicamente all’impatto degli allenamenti, ma nonostante questo ha dovuto avere volontà e spirito di sacrificio per continuare a praticare giorno dopo giorno senza bigiare, con il corpo che accumulava stanchezza e tensioni.  Per ottenere un cambiamento qualitativo in un tempo così breve, il Maestro era costretto a tenerci sempre sotto pressione, tuttavia l’ambiente era gradevole (fumo a parte) e il corpo nei giorni si abitua.  Alla fine siamo partiti soddisfatti, avendo tempo sarebbe stato bello fermarsi ancora per un mesetto…

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Taichung, isola di Taiwan (Cina nazionalista)

Dopo una settimana partiamo alla volta di Taiwan dove per 15 giorni ci alleneremo con il M° Wang Fulai e la Maestra Huang Suchun.

Troviamo la nuova casa dei Maestri a Taichung dove saremo ospitati per tutto il periodo, e ci godiamo mezza giornata di riposo.  Poi si comincia.  Sono consapevole di dover dare un importante esame per conseguire la certificazione internazionale nel Xingyiquan.  Gli allenamenti sono quindi doppiamente importanti per me e tutte le correzioni preziose.  Questo viaggio porta a compimento un lungo periodo di studio e certifica il passaggio da un piano di lavoro ad un altro.  Mancare l’obiettivo significa restare ancorati ad un livello di pratica senza poter passare ai piani successivi.  Cerco di non dimenticare tutto questo, ma decido di vivere l’esperienza “senza scopo”, vale a dire vivendo quello che avverrà senza pormi problemi… nella piena accettazione di ciò che avverrà.

La caratteristica comune nel modo di praticare dei cinesi, anche a Taiwan, è quella della naturalezza. Vivendo in casa la pratica non è organizzata come un susseguirsi di “corsi” con orari rigidi e ben prestabiliti, ma come un continuo alternarsi di riposo e allenamento.  La pratica è individuale e il ritmo scandito dall’organizzazione della giornata.  Diciamo che ci si allena di media 2-3 volte al giorno.  Tre volte alla settimana poi si frequentano anche i corsi a Caotun, nella sede storica dove insegnava il Gran Maestro Wang Shu Jin.  Quando si va a Caotun si torna a casa molto tardi e ancora più tardi si va a dormire, molto tardi.  La notte è infatti l’unico momento possibile per connettersi ad internet, leggere la posta e chiacchierare di tutto tra di noi.

Arrivano poi gli attesi momenti: il consueto omaggio al Gran Maestro Wang Shu Jin, che riunisce tutte le scuole di Taiwan e richiama maestri dalle varie parti del mondo, e il seguente esame nel pomeriggio per me e un altro praticante di Taiwan.  La data tanto attesa quest’anno è il 4 settembre.

La commemorazione del GM Wang Shu Jin avviene alla presenza di molte scuole di Taiwan, caratterizzate dalla moltitudine di magliette di colori diversi riconducibili ai singoli gruppi, alla delegazione giapponese con i Maestri Ozawa e Jibiki Hiroko, al Maestro Ji, il più anziano tra gli allievi diretti del GM Wang Shu Jin.

Scopro con sorpresa ed emozione che il M° Ji ha scritto un libro sulla sua esperienza e ha inserito anche alcune foto nella quale compariamo noi, quando lo avevamo conosciuto nel 2009.  Me lo porge semplicemente in regalo.  Trovarmi inserito in un libro di un anziano e conosciuto Maestro di Taiwan mentre eseguo il Bagua Zhang è un onore e mi costringerà a fare il possibile per corrispondere a questo gesto un livello sempre più adeguato.

A cerimonia finita si va a mangiare tutti insieme in un clima di allegra festa e nel pomeriggio si svolgono gli esami internazionali.  La capacità di calarsi pienamente nel proprio ruolo da parte degli orientale si rivela immediatamente dall’attenzione e dalla serietà della commissione. Se a tavola sembravano compagni allegri, ridanciani e senza problemi a bere qualche bicchiere in più per festeggiare, in occasione degli esami sono già rientrati pienamente nel loro compito e senza alcun segno che lasci trasparire una sbavatura.  Sarà l’impronta della cultura buddhista o si chiama semplicemente professionalità?

L’esame è lungo, non passa mai.  Solo due candidati, un allievo di Taiwan del M° Wang con 18 anni di studio del Xingyi Quan ed io.  Continuiamo ad alternarci per presentare l’interminabile programma completo dello stile.  Alla fine passo l’esame e ho finalmente la soddisfazione di essere al momento il solo europeo ad aver ottenuto questa certificazione.  Con spirito decisamente più sciolto e rilassato i giorni seguenti proseguiranno con la revisione delle tecniche di Bagua Zhang, lo stile decisamente più complesso e raffinato della scuola Cheng Ming.

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Di ritorno da questi viaggi restano le profonde impressioni ricevute, la consapevolezza di quanto occorre ancora studiare nonostante il lungo percorso fatto finora.  Mi rendo conto della ricchezza di stimoli e conoscenze assorbite nel corso del mio percorso e della mia necessità di organizzare sempre meglio la didattica per trasmettere a mia volta quanto appreso.  La mia “biblioteca corporea” sta stipando molti volumi di grande interesse, linguaggi diversi per approfondire un solo ampio argomento. Spero di continuare ad accrescere la mia “capacità di lettura” e trasmettere quanto possibile affinché altri possano beneficiare di queste informazioni.  Del resto non dovrebbe essere questo lo scopo di chiunque forma degli allievi?

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Lyon, Lyon…

Giovedì, 15 Dicembre 2011

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Il 26-27 novembre sono stato a St. Germaine Au Mont d’Or (Lyon, Francia) per il previsto seminario di Taijiquan all’associazione Atemi mont d’Or.  Insieme a me l’immancabile Sergio e, per la prima volta, il grande Alessandro, allievo di lunga data e di lunga esperienza.

Che dire? Il gruppo di Jean Claude Guillot è prima di tutto un vero nucleo di amici e di appassionati praticanti, il loro livello continua a crescere in maniera progressiva e così il loro entusiasmo!

Avendo il compito di trasmettere loro le tecniche della Scuola Cheng Ming ne sono davvero felice!

Con il gruppo di insegnanti

Lo stage

Lo stage è stata l’occasione per evidenziare tecniche e applicazioni al combattimento di alcuni movimenti della 4a sezione della forma, ma anche e soprattutto per approfondire esercizi interni applicati al zhan zhuang (posture) e al tuishou (spinte e pressioni). Ho chiaramente percepito la gioia dei partecipanti quando abbiamo sperimentato il modo di ammorbidire il contatto, di assorbire i colpi e di respingere elasticamente la forza dell’avversario.  Un percorso esperienziale per arrivare con naturalezza e facilità all’esercizio libero con pugni e calci, senza particolari traumi e in un modo proponibile, oltre che a preparati combattenti, anche ad adulti maturi senza precedenti esperienze di combattimento.

Devo dire che fa un certo effetto vedere persone dedite al Tai Chi come dimensione di studio personale e senza alcuna velleità marziali… prendersi gioiosamente “a botte” con la massima disinvoltura e naturalezza! Il ché mi conferma come spesso si possa rendere facile il difficile e si possano ottenere risultati brillanti anche con persone che praticano per il benessere e scoprono il piacere del lato marziale.

I risultati ottenibili quindi dipendono in ampia misura dalla capacità dell’insegnante di mettere in condizioni tutti, attraverso la giusta metodica, di affrontare difficoltà crescenti e dall’ambiente collaborativo che si crea. Poi ci sono i “fuori classe” nati, con capacità non comuni e non esegibili da tutti, e le persone molto allenate e molto motivate… che avranno un vantaggio ancora maggiore dall’applicazione intensiva dei principi studiati.

Jean Claude era molto contento e avrebbe voluto organizzare altri 2 seminari prima dell’appuntamento di maggio con il M° Wang Fulai ma, per motivi legati alla disponibilità della sala d’allenamento (l’unico palazzetto della zona, molto richiesto), gli è stato poi possibile prenotare una sola data per aprile.

Appuntamento quindi per tutti gli interessati al 21-22 aprile 2012, sicuri di ritrovare gli amici francesi sempre più preparati e allegri!

PM

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Addio Claude

Venerdì, 11 Novembre 2011

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Claude Sauvageot, presidente dell’Association Française de Dachengquan et de Traditions Martiales Chinoise, ci ha lasciato sabato 22 ottobre in seguito ad un incidente automobilistico.

Da oltre 10 anni Claude assicurava la venuta in Europa del M° Guo Guizhi e l’organizzazione di numerosi seminari. Claude era uno dei primi allievi europei del M° Guo e, prima ancora, del Dott. Yu Yongnian.

Lo ricordiamo come un appassionato di Dachengquan gentile e discreto, ci mancherà.

Tutte le associazioni di Dachengquan e i praticanti che lo hanno conosciuto sono profondamente rattristati da questo improvviso lutto e presentano le loro sincere condoglianze.

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1° gathering di Yiquan

Venerdì, 29 Luglio 2011

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Abbiamo fatto anche questo… e ne parliamo solo ora, “a babbo morto”. Giusto per ricordare un importante evento al quale abbiamo partecipato e che ha ancora una volta confermato la bontà del percorso di studio intrapreso.

Stiamo parlando del 1° raduno internazionale di Yiquan a Basilea (the first international Yiquan gathering in Basel), tenutosi il 14-15 maggio e al quale hanno partecipato diversi insegnanti di Yiquan tra cui alcuni conosciuti esperti. La particolarità dell’evento consisteva nell’assoluta apertura a scuole e interpretazioni diverse di Yiquan, Dachengquan e Taikiken, e nella gratuità dell’iniziativa.

Alcuni nomi dei docenti intervenuti all’evento: Yao Yue (Cina, figlio del M° Yao Chengrong), Christian Bauer (Germania), Walter Marek (Germania), Lex Reinhart (Francia), Christian e Michèle Ribert (Francia), Alkin Emirali (Gran Bretagna), Guy Meder (Lussemburgo), Jan Sleijfer (Paesi Bassi), Emmanuel Agletiner (Francia), Yannis Leontaris (Grecia), Sven Christinger (Svizzera).

Essendo impegnati nella stessa data con i Maestri Wang Fu Lai e Huang Su Chun e non potendo assicurare una partecipazione estesa dei nostri praticanti, abbiamo optato per inviare una delegazione composta da Andrea Manera, istruttore di Yiquan-Dachengquan, e Cesare Farina, praticante di Yiquan e Sanda.

A sn Andrea, a dx Cesare. In mezzo gli organizzatori dell’evento.

I nostri due sono stati entusiasti di questa iniziativa, per l’accoglienza ricevuta e per il carattere molto libero della proposte: si trattava di laboratori di un’ora l’uno dove chi si proponeva come insegnante sviscerava un argomento. Tra le proposte presentate: oltre all’Yiquan-Dachengquan, elementi di Xingyi, Bagua e Taikiken.

Gli insegnanti sono stati ben accolti e, a quanto ho capito, il giovane Yao Yue ha fatto la parte del leone: un po’ perché inatteso, un po’ perché cinese, sicuramente per la preparazione fisica e tecnica personale.

Yao Yue con Andrea

In definitiva l’impressione che ho tratto dal racconto di questa esperienza è duplice: da una parte si sta creando una rete di insegnanti motivati e che desiderano far evolvere la concezione e la pratica del Dachengquan (o Yiquan che dir si voglia), dall’altra, in generale, si è ancora ai primi passi e, tolta qualche eccezione, c’è parecchio lavoro da fare.

Dato che non manca la passione e l’impegno, penso che il livello globale potrà innalzarsi rapidamente, se permane il desiderio di capire e di cogliere il meglio.

Per quanto ci riguarda i nostri eroi sono tornati rincuorati del lavoro che in Italia stiamo svolgendo e del livello di profondità finora raggiunto. Pare che vada proprio bene così…

Non nego che questo mi abbia fatto piacere.

PM

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Cheng Ming Torino

Venerdì, 29 Luglio 2011

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Lorenzo in un momento di pausa allo stage estivo

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Lorenzo Torriani è finalmente pronto a far partire il sospirato progetto Cheng Ming a Torino.

Quest’anno è servito al nostro, tra varie vicende personali sempre affrontate con la consueta filosofia, per calibrare il suo intervento e decidere dove avviare i corsi.

Ora contiamo che Torino diventi un luogo di diffusione ed espansione di TAI CHI, QI GONG, YIQUAN… all’insegna della qualità e del piacere di praticare!!!

Coraggio Lorenzo, noi già sappiamo che a settembre avrai gente che farà la fila e spingerà per entrare in palestra. Ovviamente… che la Forza sia con te!!!

Nel frattempo, chi volesse saperne di più può dare un’occhiata al suo sito:

http://myexpandedmind.wordpress.com/cheng-ming-torino/

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Un piacevole incontro

Mercoledì, 20 Luglio 2011

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Dopo lungo tempo e diversi rinvii dovuti a reciproci impegni… finalmente, a corsi sospesi per l’estate, è venuto a trovarmi dalla Francia il M° Pierre-Ange Marino, amico di lunga data.

Pierre-Ange ha un lungo curriculum marziale, avendo praticato diverse arti marziali tra le quali soprattutto Karate, Taijiquan. Già allievo di Kenji Tokitsu prima, di Gérald Ansart, Pierre Portocarrero e Shigeru Uemura poi, è ora uno dei principali rappresentanti in Francia del Zhineng Qigong di Zhou Jinghong.

Si occupa inoltre di Medicina Tradizionale Cinese, agopuntura e massaggio.

Pierre-Ange ed io siamo stati entrambi molto contenti di rivederci e di passare insieme una piacevole giornata per il centro di Milano e, dato che lui conta di tornare presto a Milano, non è escluso che ci si trovi anche a praticare insieme!

Intanto chi volesse può dare un’occhiata al suo sito: http://www.budo-tradition.org/

PM

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Tre immagini con Pierre-Ange M., l’incantevole figlia Natasha e Paolo M.

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Brevi riflessioni dopo stage…

Giovedì, 14 Luglio 2011

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Lo stage estivo si è concluso una decina di giorni fa lasciando, credo in tutti i partecipanti, un ricordo piacevole. Per quanto mi riguarda è stato particolarmente bello, vuoi per il posto isolato e immerso nella natura, vuoi per l’atmosfera magica che si crea ogni volta tra i partecipanti.

Oltre a queste impressioni, quest’anno ho trovato lo stage particolarmente “veloce”, era appena iniziato che era già concluso… o stiamo subendo un’accelerazione spazio-temporale del quale non ci rendiamo bene conto, o dobbiamo aver lavorato tanto e bene. Vorrei sperare nella seconda soluzione, anche perché la mia impressione personale è che il tempo non basti mai, se poi accelera pure…

Poi mi piace pensare che ad ogni incontro, ad ogni seminario e formazione, ciascun partecipante riesca a trarre il meglio e ad avanzare nella pratica. Da quello che posso riscontrare è proprio così, ma forse è come chiedere all’oste se ha del buon vino.

Proprio per questo userò del tempo e i vostri consigli per valutare come organizzare il prossimo incontro estivo: ormai la pratica sta procedendo rapidamente e forse, se vogliamo rendere questo appuntamento ancora più incisivo, occorre allungarlo di un paio di giorni (diciamo una settimana in tutto) e dividere il programma secondo uno schema preciso che dia uno spazio più chiaro per lavorare su alcuni aspetti che altrimenti vengono relegati negli angoli della giornata. Forse dividere i momenti di pratica per livelli.

Ma questo dovete dirmelo voi, ho bisogno delle vostre riflessioni e di capire come preferiate far evolvere questo appuntamento per renderlo sempre più unico e insostituibile (più di così?!).

Poi, come al solito, deciderò di testa mia!!!  ( eheheh =D )

Appena il tempo (sempre lui, accidenti) lo permetterà, chi si occupa delle gallerie inserirà anche quella di questo stage estivo. Gli interessati pazientino, che è pur sempre un ottimo esercizio: “la pazienza è la virtù dei forti” dice il detto. Nel frattempo beccatevi un paio di pose allegre, così chi non è venuto si potrà rodere il fegato!

MP

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Incontro conclusivo 2010-2011

Martedì, 21 Giugno 2011

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Il fine settimana appena trascorso ha visto impegnati i vari gruppi di studio sul Dachengquan (Yiquan) e della Cheng Ming Europe (Qigong, Taijiquan, Xingyiquan, Baguazhang).

Ecco i coraggiosi sopravvissuti della domenica pomeriggio, dopo l’allenamento di Xingyi e Bagua riservato a Insegnanti e Studenti interni.

… Siamo quasi belli! Ma soprattutto provati…

Appuntamento allo stage estivo, 29 giugno-3 luglio a Monastero Bormida,

e ai nuovi incontri mensili 2011-2012.

Buona estate!

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12-13 giugno, Referendum…

Giovedì, 9 Giugno 2011

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IL 12-13 GIUGNO CI SONO I REFERENDUM…

RICORDATI !!!

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Ciao Anna Lucia

Martedì, 31 Maggio 2011

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Ci sono cose che si vorrebbe non avvenissero mai, invece fanno parte della vita e a volte accadono: sabato 21 maggio mattina ricevo una telefonata da Manuela che mi comunica che sua mamma Anna Lucia è stata ricoverata d’urgenza per un infarto, ed è in terapia intensiva.

Anna Lucia, mia allieva da molti anni e Istruttrice della nostra scuola, purtroppo non ce l’ha  fatta.

La notizia ha subito fatto il giro tra tutti i compagni d’allenamento, insieme alla sorpresa e al dolore per una perdita che nessuno avrebbe immaginato. Tutti abbiamo stretto idealmente in un abbraccio Manuela e il suo compagno, i loro figli e tutti i familiari.

In questi giorni continuano a tornarmi in mente immagini e situazioni che si moltiplicano: le lezioni in palestra, i corsi di formazioni, gli stage estivi che Anna Lucia non perdeva mai, gli appuntamenti con i Maestri che l’associazione ha invitato in tutti questi anni, il viaggio in Cina fatto insieme, i momenti di rilassamento e le risate tra un allenamento e l’altro.

Anna Lucia è stata una persona solare, diretta, piena di gioia di vivere e di vitalità. Le sue reazioni erano pungenti e vive quando si risentiva per qualcosa, come tenere e piene di comprensione quando voleva sostenerti. Non era abituata a mandare a dire le cose, te le diceva direttamente in modo chiaro e senza ipocrisia.

Ci mancheranno i suoi ritardi (mai una volta che arrivasse puntuale… peggio del suo maestro…), il suo incedere con passo elegante e deciso, che sentivi prima ancora di vedere, il suo abbigliamento sempre curato e mai anonimo, il piacere di vivere che sprizzava da tutti i pori. Una donna capace di rivolgere sempre in positivo quanto la vita le poneva davanti, anche le prove più impegnative.

Cara Anna Lucia, già ci manchi, ma ogni volta che praticheremo insieme sarà come averti tra di noi.

PM

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Pubblichiamo la lettera aperta di commiato ad Anna Lucia scritta da un nostro istruttore:

Una di noi.

Vogliamo ricordarti così, con le tue mise ginnicamente improbabili, con le tue ballerine con i lustrini.

Vogliamo ricordarti così, con il tuo: “ragazzi, come va?”.

Vogliamo ricordarti così, con il tuo sorriso.

Vogliamo ricordarti così, con la tua spada, il tuo “tai ci”, il tuo “i ciuen”.

Vogliamo ricordarti così, con la tua attenzione per le persone.

Vogliamo ricordarti per il cammino fatto insieme, per le tue e le nostre difficoltà.

Vogliamo ricordarti per le tue spensieratezze e per i tuoi sorrisi.

La tua mancanza fa sentire la tua presenza.

Vogliamo ricordarti così LUCIA perché sarai sempre una di noi.

I tuoi fratelli di pratica

CT

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Di seguito pubblichiamo alcuni sms e mail che ci sono giunti quando abbiamo comunicato la notizia della scomparsa di Anna Lucia. Per rispetto della privacy abbiamo omesso il nome delle persone lasciando solo le iniziali e tolto eventuali stralci non pertinenti.

Chi vuole può pubblicare un proprio commento su questa pagina del blog, forse i familiari di Anna Lucia e sicuramente noi tutti ne saremo contenti.

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Ho conosciuto Anna lucia tre anni fa quando mi sono avvicinata al Taiji. Ciò che ricordo di più di lei sono gli occhi di un colore e di una luce mai vista (la foto non riesce a descrivere), occhi che vedranno ancora attraverso un’altro corpo dato che Anna lucia ha voluto donare i suoi organi, da donna coraggiosa e generosa qual’era.
Dobbiamo riflettere sulla caducità delle cose e continuare a vivere il momento, l’attimo.
Grazie

G.

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Sarò con voi col pensiero. La ricordo piena di vita come il rosso del suo vestito. Possa riposare in pace.

S.

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Caro Paolo, [...]
è sempre un pò triste quando un compagno di pratica ci lascia specie in modo così repentino…
certo fa cogliere al volo l’impermanenza del nostro vivere…
lo so bene perchè dopo quasi 35 anni passati sul tatami il gruppo dei “vecchi” ora lo è diventato anche di fatto, annoverando vari settantenni, ormai ci contiamo e anche tra le nostre fila abbiamo già avuto qualche defezione verso l’oltre…
ti abbraccio e ti auguro sempre serenità soddisfazione e prosperità.
oss

O.

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Non ci conosciamo,
pratichiamo discipline marziali diverse e di paesi diversi,
ma alla fine tutte conducono verso lo stesso punto,
il concetto di armonia, pace ed amore con noi stessi e quello che ci circonda.
Viviamo tutti sotto lo stesso cielo.
Abbiamo la passione per queste nostre discipline orientali;
non mi’importa quale nome abbia o da quale paese essa provenga,
resta il fatto che siamo sempre estremamente vicini.
Tutti potremmo imparare qualcosa da quell’altro, se ci fosse meno stupidità.
Poi arrivano questi momenti che ci sembrano sempre molto lontani ed irreali.
Pensi che a te o al tuo gruppo non ti possa toccare la storia degli altri.
Per anni guardi l’anziano e ti dimentichi di colui che è, solo più giovane.
Ma questo non significa nulla.
Il destino è incontrollabile così i concetti dell’anzianità non contano più.
Ed ecco che una giovane vita, piena di energia ci lascia con il cuore spezzato e tante lacrime,
senza darci minimamente il tempo di comprendere che cosa sia veramente successo.
Dopo oltre 45 anni di pratica e oltre 30 di insegnamento,
anch’io un mese fa, ho scoperto per la prima volta che cosa si prova nel perdere un giovane studente di soli 20 anni dei quali 15 passati al tuo fianco.
Un dolore che mi ha fatto aprire gli occhi e valorizzare la vita in modo completamente diverso da ieri.
Questi nostri studenti sono la nostra vera energia, sono la nostra maturazione, la nostra crescita tecnica e spirituale,
sono l’evoluzione della nostra personalità e dei nostri sogni; così come i nostri figli. Poi, un bel giorno, quando veniamo aggrediti dalla realtà della vita, quando queste tragedie ci toccano, arriva il momento che comprendiamo veramente quanto siamo fragili, quanta importanza hanno gli amici e il vero concetto di famiglia.

Vi sono estremamente vicino nel dolore.

Porgo a tutti voi e alla famiglia di Anna Lucia le miè più sentite condoglianze.

G.D.M.

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Ciao Paolo, sono dispiaciuto e sconvolto dalla notizia: immagino tutti voi!

Un abbraccio.

S.

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La vedo. Bella curiosa brillante strappata dal mondo in modo così improvviso. tempo scaduto. è un trauma per tutti. Annalucia il tuo segno resterà in me.

A.

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Anche se solo da lontano un pensiero di condoglianze da parte mia.

R.

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Ieri con tutti gli allievi abbiamo fatto una meditazione in onore di Anna Lucia!

A.

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Tutte le mie condoglianze Paolo.
La vita è solamente passaggio…
Tutta la mia simpatia alla sua famiglia e suoi vicini.
Amicizia
M.P-A

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Ciao Paolo
questo è il mio pensiero per Annalucia, scritto con il cuore, mi e’ venuto spontaneo , lo condivido con voi.

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ANNA LUCIA

Assurdo immaginarti
distesa senza vita,
i tuoi occhi non brillano piu’,
chiusi in quel sonno
che ti portera’ la pace
e l’armonia che cercavi,
nel tuo essere donna.
Hai sofferto,hai gioito,
quante volte hai pianto,
nel silenzio della tua casa,
per compagnia i tuoi amati
gatti.
Cosa volevi non l’hai
mai rivelato,
forse scappavi  da questa realta’
ostile,
cervavi l’aria per dare un senso
all’inquietudine,
ma Lei era li’ ad aspettarti,
così vicina, che ti ha avvolto
e nel suo abbraccio sei scivolata
per non tornare piu’.

P.

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Ciao Paolo, mi dispiace tanto,  mi ricordo di lei, pensa anche il nostro gruppo ha  appena subito una perdita. Giovanni, lo hai conosciuto perche’  aveva fatto il seminario con te.
ti abbraccio,

M.

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Condoglianze Sincere da tutti qui in Cheng Ming Australia

Regards

A.Z.

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Grazie per la foto di Anna Lucia, è una bellissima foto.

Con il cuore, ho partecipato anch’io al suo ultimo viaggio.

Un abbraccio

C.

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Buon viaggio Anna Lucia anche da tutti noi

Acc. It. Shiatsu-Do

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Carissimo Paolo,
mio fratello R. – che è ancora iscritto alla newsletter – mi ha informato della prematura e improvvisa scomparsa di Anna Lucia.
La notizia mi ha molto rattristato se non altro perché si era fatta viva personalmente e telefonicamente con me [...] Il ricordo ovviamente va in particolare  al bello e (purtroppo) lontano stage di Montefiore ed alle belle serate trascorse insieme nelle quali abbiamo goduto della simpatia e della sua allegria.  Ti prego di portare le nostre più sentite condoglianze ai suoi cari ed a tutti gli amici dell’Associazione.
Un caro saluto
M.

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Re bonjour Paolo
Je me rappelle très bien avoir longuement travaillé par deux avec cette personne charmante samedi après midi, pour les application du Wu Xing Quan
Je te remercie de bien vouloir transmettre ma sympathie à tous ses partenaires de pratique et à sa famille.
Je transmet cette triste information à ceux de mes élèves français qui m’ont accompagné.
La peine générée par cette disparition sera ainsi répartie sur d’autres personnes, la rendant  peut être plus légère à porter pour ses proches .
Très cordialement,

J-C

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Sono molto toccato da questa “partenza”, pur non conoscendo bene Anna Lucia, si percepiva chiaramente
la sua vitalità, la sua gioia di esserci. E’ sempre triste vedere le persone alla stazione della vita dover prendere quel treno che comunque sia, sono certo la condurrà in un luogo meraviglioso dal quale donare sorrisi e dolci pensieri a tutti coloro sono ancora in cammino su questo prezioso cameo che è la vita.
Mi unisco al saluto per Anna Lucia, fiore tra i fiori, delicata e lucente presenza, ora divenuta stella che potremo sempre mirare nelle notti d’estate in cui il cielo diviene il più bel quadro si possa immaginare.

M.

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Bello e sentito questo commiato. Mi ha toccata dentro pur non conoscendola.
Rivolgo a lei il mio saluto e l’augurio di un viaggio sereno.
S.

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mi unisco al vostro dolore anche se non conoscevo la povera Anna Lucia, ma penso che sia stata una bella persona (conoscendo paolo)
un abbraccio a voi tutti

A.

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Un saluto ad Anna Lucia e un abbraccio ai suoi familiari e per favore fai loro le condoglianze. Non posso essere lì, ma il mio pensiero è per lei, prego per lei!

C.B.

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Mi unisco al vostro dolore,
quando una persona ci lascia e seguiva un nostro stesso  percorso qualcosa irreparabilmente si perde e anche se personalmente non la conoscevo come te faceva parte della grande famiglia del Taiji . Condoglianze anche da parte della mia famiglia.

W.L.

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Mi sembra di ravvisare la compagna di pratica; comunque sia chi dedica del proprio tempo per la ricerca della Via ha tutta la mia stima. Sentite condoglianze, quindi, per il momentaneo distacco dalla compagna di pratica.

Un caro saluto anche a tutti Voi.

M.

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Ciao Anna Lucia, che la Via ti accompagni benevola nel tuo viaggio.
Poiché nulla si distrugge e tutto è in continua trasformazione.

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