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Il mitico Guo Guizhi

Venerdì, 26 Ottobre 2012

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Giovedì, 25 Ottobre 2012

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10 - 11 NOVEMBRE 2012

Seminario internazionale di DACHENG QUAN (YIQUAN)

con il Maestro GUO GUI ZHI!!!

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Uno degli ultimi maestri della vecchia generazione, Guo Gui Zhi ha praticato con Wang Xiang Zhai (Fondatore del Dachengquan), con il Dott. Yu Yong Nian (allievo e collaboratore di Wang Xiang Zhai) e con il successore del Fondatore Yao Zong Xun, che ha seguito per 20 anni.

Il M° Guo Gui Zhi è uno degli ultimi mitici maestri che hanno contribuito alla formazione del Dachengquan odierno. In gioventù grande combattente, il suo approccio allo stile è completo, metodico e improntato sullo sviluppo delle qualità di rilassamento, tensione e forze contrapposte necessarie all’emissione della forza globale (fali) e allo sviluppo del gongfu (abilità marziale).

La partecipazione al seminario è aperta a tutti i praticanti di Dachengquan (Yiquan) e di Arti Marziali.

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Orari: 10.00–13.00 e 15.30-18.30

INFORMAZIONI: info@movimentopercezione.org - CELLULARE 333.7257931

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2012 NOVEMBER 10 - 11

International Seminar of Dacheng Quan (Yiquan) with Master GUO GUI ZHI!


One of the last masters of the older generation, Guo Gui Zhi has practiced with Wang Xiang Zhai (Founder of dachengquan), Dr. Yu Yong Nian (student and collaborator of Wang Xiang Zhai) and the successor of the founder Yao Zong Xun, whit whom Master Guo praticsed for 20 years.

Master Guo Gui Zhi is one of the last legendary masters who have contributed to the formation of dachengquan today. Great fighter in his youth, his approach to style is complete, methodical and stamped on the development of the qualities of relaxation, tension and opposing forces necessary for the issuance of global forces (FALI) and the development of gongfu (martial skills).

Participation in the seminar is opened to all practitioners of Dachengquan (Yiquan) and Martial Arts.

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Hours: 10:00-13.00 am and 3.30-6.30 pm

INFO: info@movimentopercezione.org - MOBILE (+39) 333.7257931

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Da cheng quan: Seminario internazionale con il M° Guo Guizhi

Giovedì, 25 Ottobre 2012
10 Novembre 2012 10:00a11 Novembre 2012 18:30

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DA CHENG QUAN - YI QUAN

SEMINARIO INTERNAZIONALE

CON IL GRAN MAESTRO GUO GUIZHI !!!

SCUOLA FORLANINI

VIA MARCONI 44 - MM rossa Sesto Rondò

SESTO S. GIOVANNI, MILANO - ITALY

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ORARI: 10:00 - 13:00  | 15:30 - 18:30

ABBIGLIAMENTO: TUTA NERA, MAGLIETTA, SCARPE GINNICHE PULITE

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volantino-guo-2012

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Stage Estivo 2012!

Mercoledì, 30 Maggio 2012
25 Giugno 2012 16:00a1 Luglio 2012 13:00

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Il seminario estivo di quest’anno si svolge come un vero e proprio “campus” all’interno di una villa con parco, situata a Predappio Alta in provincia di Forlì.

Il programma è tutto incentrato sulla scuola Cheng Ming: dal Neigong, al Taiji… Xingyi… Bagua… a mani nude e con le armi tradizionali.  Siamo convinti che questo seminario aiuterà più di uno a fare un balzo in avanti nella pratica e quindi vi aspettiamo.

Non mancate all’evento più importante!!!

Seminario per Ziran Neigong Quan

Martedì, 17 Aprile 2012
26 Maggio 2012

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Luigi Zanini

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Il 26-27 maggio sarò a Vicenza dal maestro di arti marziali e amico Luigi Zanini per due giorni di pratica del Dachengquan (Yiquan). Il primo giorno sarà dedicato ad un seminario nel quale espandere la visione dell’Yiquan comune a gran parte dei (pochi) praticanti italiani e sottolineare i punti di relazione con Taiji, Xingyi e Bagua.

Il secondo giorno sarà dedicato a eventuali lezioni personali o per piccoli gruppi.

Per me sarà l’occasione per incontrare praticanti che ancora non conosco e per passare due giorni in compagnia di un vecchio amico che ha continuato negli anni ad accrescere la sua esperienza mantenendo lo spirito genuino del sincero praticante. Cosa chiedere di meglio?

PM

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Per ulteriori informazioni:

http://www.lzanini.blogspot.it/2012/03/yiquan-con-paolo-magagnato.html#comment-form

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Giornata Mondiale del Taiji

Martedì, 3 Aprile 2012
28 Aprile 2012
10:00a18:00

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SABATO 28 APRILE 2012 DALLE 10 ALLE 18
Parco Nord Milano:
ingresso di Sesto S. Giovanni, Via Clerici angolo Viale Fulvio Testi

Una giornata all’insegna delle discipline interne e del benessere.
In tutto il mondo, dalle 10 del mattino, si troveranno gruppi di pratica di Taijiquan (Tai Chi Chuan), Qigong, pratiche energetiche e arti marziali morbide.

Dimostrazioni e lezioni aperte gratuite guidate da insegnanti qualificati.

Vi aspettiamo!

INFORMAZIONI
info@chengmingeurope.eu
info@movimentopercezione.org
Tel. +39 333.7257931

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Pordenone, Prata, Porcia

Martedì, 20 Marzo 2012

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Il gruppo dei “sopravvissuti” nel secondo giorno di pratica

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Tornato ormai da un po’ dal seminario svoltosi a Prata, in provincia di Pordenone, ospite del M° Franco Caliman… riesco finalmente a pubblicare due righe per riportare qualche considerazione sull’evento e ringraziare per la calorosa ospitalità di Franco Caliman e di tutto il suo gruppo.

Ho trovato Pordenone, Prata e Porcia posti molto gradevoli: l’impressione è che ritmi, spazi e modi di relazionarsi siano più tranquilli e vicini ad una corretta dimensione umana.  Il mio però potrebbe essere solo l’effetto che provo un po’ ovunque quando mi allontano da Milano: è facile trovare posti meno frenetici e inquinati, dove si riesce a vivere senza correre…

Dopo questa prima positiva impressione, che per qualche ora mi ha rimesso in pace con il mondo, ho conosciuto il gruppo di Franco: ragazze e ragazzi di ogni età che praticano Taiji e/o Karate con affiatamento.

Tutti gli allievi si sono dimostrati gioviali, allegri e molto interessati alla pratica. Si vede che sono persone abituate ad allenarsi con serietà, molto legate a Franco. Si percepisce il senso di gratitudine e di amicizia nei confronti del loro insegnante.  Sono sempre contento quando trovo un ambiente familiare, con persone rilassate e naturali, senza particolari atteggiamenti. Trovo che siano le migliori premesse per praticare in modo proficuo e con sintonia.

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3 – 4 marzo: lo stage

Iniziamo con gli esercizi di Qigong e di Yiquan, che legheremo il giorno seguente alla pratica del Taijiquan.

Movimenti di ondulazione e oscillazione del corpo, posture e spostamenti in scioltezza. Lo scopo in questa fase del lavoro è ridurre tensioni muscolari e rigidità per trovare la massima naturalezza nei movimenti.  Solo nei successivi incontri inizieremo ad affrontare il problema delle connessioni interne e della trasmissione della forza.  Ora si tratta di percepire la forza di gravità e lasciare che sia lei ad agire attraverso i movimenti del corpo. Con la stessa idea affrontiamo alcuni esercizi applicativi.

Il giorno seguente affrontiamo il zhan zhuang della Cheng Ming, dove il tempo vola tra spiegazioni e correzioni: qualcuno afferma di aver avuto visioni e allucinazioni per il prolungato tempo nelle posture! Sorrido al pensiero delle ore che ho passato e passo studiando zhan zhuang…

Si prosegue con l’analisi e la correzione delle prime due sezioni del Taiji, la scomposizione e ricomposizione dei movimenti… e ancora spostamenti e applicazioni.

Alla fine ho visto volti sorridenti, mi è sembrato di vedere entusiasmo e molta voglia di ritrovarci presto per continuare l’esperienza.  Credo che tutti abbiano colto la profondità del lavoro che stiamo avviando, questa è già una buona premessa.  Sono grato a tutto il gruppo e a Franco per la simpatia con cui sono stato accolto.

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La scomparsa di Wang Yu Fang

Lunedì, 19 Marzo 2012

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Wang Yu Fang - 王玉芳 (1921 - 14 marzo 2012)

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Apprendiamo della scomparsa a 91 anni della Maestra Wang Yu Fang dall’amico Jean-Luc Lesueur, Maestro di Judo, Shuaijiao, Yiquan e Taikiken.  Wang Yu Fang era il presidente onorario dell’associazione francese di Yiquan presieduta da Jean-Luc (ANYDA).

Secondogenita di Wang Xiang Zhai, fondatore del Dachengquan (Yiquan), Wang Yu Fang aveva iniziato la pratica delle arti marziali con Guo Yuan 郭圓, figlio del famoso Guo Yun Shen 郭雲 primo maestro di suo padre.

All’età di 13 anni eseguiva già abbastanza bene i cinque elementi del Xing Yi Quan. Suo padre, vedendo la passione della figlia per le  arti marziali, la sua disposizione a praticarle seriamente e la sua chiarezza mentale, iniziò a trasmetterle i principi dello Yiquan attraverso gli esercizi del Zhan Zhuang (posture del palo eretto).

In seguito, di ritorno da Shanghai al villaggio Shen, Wang Xiang Zhai incoraggiò Bu En Fu卜恩富, Zhang En Dong 張恩桐 e Han Jiao 韓樵 a proseguire e approfondire con lui la loro ricerca sulle arti marziali.  Wang Yu Fang li seguì e potè allenarsi nel Shuai Jiao e nella boxe occidentale con Bu En Fu. Suo padre inoltre le insegnò il cuore del Da Cheng Quan (Yi Quan) in modo che lei potesse conoscerne l’aspetto teorico e applicativo.

Quando Wang Yu Fang aveva 18 anni suo padre la portò con se per studiare assieme con You Peng Xi 尤澎熙, professore di medicina formato in Germania. La conoscenza medica di Wang Yu Fang risale a quell’epoca grazie a You Peng Xi.  Nel 1950, trasferitasi a Pechino, è lei che aiutò il padre ad elaborare ulteriormente la teoria del Dachengquan (Yiquan) attraverso diagnosi e cure mediche negli ospedali Beijing Central Hospital, Navy Hospital e Baoding Hospital, combinando medicina occidentale con i metodi tradizionali cinesi per la salute.

Nel 1960, dopo che il Dachengquan fu riconosciuto dal comitato sportivo nazionale, Wang Xiang Zhai iniziò ad insegnare in molti parchi e ad avere numerosi allievi.

Nel 1963, dopo la morte di Wang Xiang Zhai, Wang Yu Fang si trasferì con la famiglia nello Xinjiang e continuò diligentemente a praticare e a trasmettere le tecniche di Zhan Zhuang per la cura di disagi e malattie croniche.

Nel 1969 tornò a Pechino e iniziò a raccogliere il materiale per sviluppare una metodica personale e coerente delle tecniche di Yiquan per la salute.

Nel 1980 Wang Yu Fang divenne consulente e insegnante della Beijing Qigong Research Association e organizzò un corso di praticanti Qi Gong provenienti da 28 province.

Nel 1981 prese parte alla prima conferenza della National Medical Qigong Scientific Research Conference, nella quale insegnò anche le tecniche di Yiquan Zhan Zhuang.

Nel luglio del 1989 venne invitata ad Hong Kong per tenere delle conferenze e insegnare Yiquan.

Nel 1993 tornò ad Hong Kong per formare le classi di insegnanti dall’associazione Yiquan di Hong Kong, gli allenatori da lei formati continuarono l’opera di diffusione dell’Yiquan dopo la sua partenza.

Nel 1999 fu invitata per 2 mesi in Francia da Jean-Luc Lesueur, già praticante di Yiquan e arti marziali.

Nei suoi anni di pratica costante, Wang Yu Fang ha potuto trasmettere un metodo completo di Yiquan per la salute e scrivere diverse opere, lasciando una traccia indelebile per tutti i praticanti di Yiquan e di Qigong.

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(Informazioni sul biografia di Wang Yu Fang tratte liberamente dal sito http://benotdefeatedbytherain.blogspot.it/2012/03/death-of-wang-yu-fang.html)

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Estate 2011

Domenica, 18 Dicembre 2011

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Tornato l’11 settembre dal consueto viaggio di studio in Oriente, scrivo solo ora qualche riga su quanto è emerso questa estate. Non ho nemmeno tentato di scrivere dal posto in tempo reale perché sapevo che non ce l’avrei fatta a stare dietro alle cose, il tempo non sarebbe stato sufficiente.

Quindi proverò a sintetizzare qualche impressione adesso a mente fredda, spero in modo non troppo prolisso.

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Datong, Cina Popolare

Questa volta il mio arrivo a Datong è piuttosto tormentato, impiego due giorni di viaggio a causa della mancanza di coincidenze di aerei, treni e bus senza posti disponibili. Devo attendere un giorno a Pechino, ma alla fine riesco a partire.

Il Gran Maestro Guo (grande anche di statura, oltre che per l’indiscutibile livello) ci sta aspettando nella nuova sede con un gruppetto di allievi cinesi, che riconosco mentre entro nella sala.

Il mio allievo Fabio, con il quale condivido i viaggi di questa estate, deve essere piuttosto emozionato: è uno dei pochi occidentali a varcare la soglia della “tana”, dove Guo Guizhi trasmette i suoi insegnamenti agli allievi più progrediti.

Dopo i saluti e i convenevoli (è un anno che manco da Datong e siamo tutti molto contenti di ritrovarci!), iniziamo subito a praticare il zhan zhuang, esercizio fondamentale del Dachengquan, che affronteremo in diversi modi della nostra settimana d’allenamento.

Allenarsi nella sede centrale mette a dura prova non solo muscoli e sistema nervoso, ma anche i polmoni dei partecipanti: nella scuola di Datong sono infatti molti i cinesi che fumano, tra un esercizio e l’altro. Primo tra tutti il Maestro che fuma, osserva, medita, corregge l’impostazione degli esercizi e di tanto in tanto ferma tutti per spiegare un nuovo esercizio. Riuscire a praticare tra nuvole di fumo, anche se con finestre e porte aperte, sembra essere un allenamento nell’allenamento. L’abilità consiste nel trovare lo spazio più idoneo per non essere troppo “affumicati” e nella capacità di sopportazione. I polmoni ringraziano, ma è un prezzo che pagano volentieri per permettere al resto del corpo di approfondire un lavoro di introspezione che sembra non avere fine.

A proposito dell’abitudine dei cinesi a fumare dirò ancora, e con questo chiuderò l’argomento, che essa ricorda la stessa abitudine che noi giovani degli ‘70 avevamo e che avevamo ereditato dalle generazioni precedenti: si fumava dappertutto e di continuo, era normale fumare anche in ascensore, in casa, duranti i pasti tra un piatto e l’altro… era un’abitudine assolutamente sbagliata, figlia dell’ignoranza e della sottovalutazione delle conseguenze.  Fumare, a quel tempo, ti faceva sentire grande, adulto.  Era roba da duri, insomma.  Addirittura suonava strano trovare qualcuno che, alla tua offerta di una sigaretta, rispondesse “grazie, non fumo”.  Smettere con un vizio così tossico è stata la cosa più intelligente che feci nell’85, ma ci impiegai parecchio a smaltire i residui e spero che i miei polmoni mi abbiano perdonato.

Scusate la disgressione, era per dire che in alcune parti della Cina credo che oggi sia ancora così: fumano in molti ed è assolutamente normale farlo ovunque.  Le nuove generazioni probabilmente cresceranno con una cultura differente e penso che, prima o poi, verrà effettivamente proibito fumare nei locali pubblici.  I primi segnali si vedono nelle principali città cinesi, ma occorrerà del tempo perché si adegui il senso comune.

Torniamo al Dachengquan: ci mettiamo subito d’accordo sugli orari d’allenamento e Fabio capisce subito che dovrà avere una buona resistenza fisica, perché il tempo dedicato al zhan zhuang e e agli esercizi di attivazione sono preponderanti.  Su 3 ore di pratica arriviamo a fare anche 2 ore di postura: chi conosce le modalità del zhan zhuang trasmesse dal M° Guo sa di cosa parlo.  L’intensità della pratica è notevole e non avrebbe senso arrivare non preparati.  Per fortuna la preparazione del mio allievo è considerata sufficiente e quindi il tipo di insegnamento è spinto in profondità.

Riesco sempre a stupirmi da quanti dettagli e sfumature è composto il Dachengquan del M° Guo: anche se credi di conoscere l’argomento, il Maestro riesce sempre a vedere cosa non hai sviluppato a sufficienza e ti fa sentire cosa dovresti fare.  È come se, passo dopo passo, ti plasmasse fino ad arrivare dove voleva… e tu senti il corpo come non lo avevi sentito prima.  Ti rendi conto che in quel modo puoi esprimere davvero più forza integrata.

Questo metodo di lavoro può sembrare snervante e non è per tutti, ma produce evidenti risultati.  Quando si arriva a percepire un nuovo punto nell’immobilità, poi lo si cerca nel movimento lento (shili) e infine nei movimenti liberi.  Rendere stabili le nuove acquisizioni richiede tempo ed è difficile, senza un metodo costante sarebbe impossibile trasferire questo imprint nel  profondo.  Occorre richiamare la giusta struttura più e più volte per non perdere quanto sentito e poter arrivare a utilizzare tutto questo in rapidità e libertà.

Quando vedo filmati di varie discipline oggi di moda su youtube, rifletto spesso su questo aspetto.  Persone che si muovono con eleganza, scioltezza e apparente mancanza di sforzo davanti ad un coltello o a un bastone… quanto di tutto questo si potrebbe davvero vedere in una situazione libera, con velocità e adrenalina?  Quanto funzionerebbe davvero?  La mia riflessione mi porta poi a confrontare tutto questo con quelle discipline dove è previsto il confronto reale e dove eleganza e facilità lasciano il posto a scontri cruenti e molto sanguigni, molto più simili alla lotta dei galli o dei cani da combattimento che a movimenti “mistici e kungfuici”.

Nel Dachengquan ci sono fasi dove ci si muove poco e si suda molto, ma quando poi il movimento si libera ti rendi conto di allenarti con persone apparentemente normali, ma potenzialmente molto pericolose.  Il classico vicino di casa, una così brava persona… salvo quando si trasforma in un serial killer!  Quello che emerge nella pratica del Dachengquan è che il lavoro deve essere costante e senza distrazioni, non è una disciplina da turisti delle arti marziali.  I risultati sono notevoli, ma il dispendio di energie per arrivarvi è alto.

Nei giorni che seguono il mio allievo sperimenta il “battesimo” del lancio contro la parete, sospinto ripetutamente, dal M° Guo e da me a suo esclusivo beneficio, con applausi convinti degli amici cinesi a sottolineare le spinte più riuscite.

Fabio era stato preparato psicologicamente all’impatto degli allenamenti, ma nonostante questo ha dovuto avere volontà e spirito di sacrificio per continuare a praticare giorno dopo giorno senza bigiare, con il corpo che accumulava stanchezza e tensioni.  Per ottenere un cambiamento qualitativo in un tempo così breve, il Maestro era costretto a tenerci sempre sotto pressione, tuttavia l’ambiente era gradevole (fumo a parte) e il corpo nei giorni si abitua.  Alla fine siamo partiti soddisfatti, avendo tempo sarebbe stato bello fermarsi ancora per un mesetto…

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Taichung, isola di Taiwan (Cina nazionalista)

Dopo una settimana partiamo alla volta di Taiwan dove per 15 giorni ci alleneremo con il M° Wang Fulai e la Maestra Huang Suchun.

Troviamo la nuova casa dei Maestri a Taichung dove saremo ospitati per tutto il periodo, e ci godiamo mezza giornata di riposo.  Poi si comincia.  Sono consapevole di dover dare un importante esame per conseguire la certificazione internazionale nel Xingyiquan.  Gli allenamenti sono quindi doppiamente importanti per me e tutte le correzioni preziose.  Questo viaggio porta a compimento un lungo periodo di studio e certifica il passaggio da un piano di lavoro ad un altro.  Mancare l’obiettivo significa restare ancorati ad un livello di pratica senza poter passare ai piani successivi.  Cerco di non dimenticare tutto questo, ma decido di vivere l’esperienza “senza scopo”, vale a dire vivendo quello che avverrà senza pormi problemi… nella piena accettazione di ciò che avverrà.

La caratteristica comune nel modo di praticare dei cinesi, anche a Taiwan, è quella della naturalezza. Vivendo in casa la pratica non è organizzata come un susseguirsi di “corsi” con orari rigidi e ben prestabiliti, ma come un continuo alternarsi di riposo e allenamento.  La pratica è individuale e il ritmo scandito dall’organizzazione della giornata.  Diciamo che ci si allena di media 2-3 volte al giorno.  Tre volte alla settimana poi si frequentano anche i corsi a Caotun, nella sede storica dove insegnava il Gran Maestro Wang Shu Jin.  Quando si va a Caotun si torna a casa molto tardi e ancora più tardi si va a dormire, molto tardi.  La notte è infatti l’unico momento possibile per connettersi ad internet, leggere la posta e chiacchierare di tutto tra di noi.

Arrivano poi gli attesi momenti: il consueto omaggio al Gran Maestro Wang Shu Jin, che riunisce tutte le scuole di Taiwan e richiama maestri dalle varie parti del mondo, e il seguente esame nel pomeriggio per me e un altro praticante di Taiwan.  La data tanto attesa quest’anno è il 4 settembre.

La commemorazione del GM Wang Shu Jin avviene alla presenza di molte scuole di Taiwan, caratterizzate dalla moltitudine di magliette di colori diversi riconducibili ai singoli gruppi, alla delegazione giapponese con i Maestri Ozawa e Jibiki Hiroko, al Maestro Ji, il più anziano tra gli allievi diretti del GM Wang Shu Jin.

Scopro con sorpresa ed emozione che il M° Ji ha scritto un libro sulla sua esperienza e ha inserito anche alcune foto nella quale compariamo noi, quando lo avevamo conosciuto nel 2009.  Me lo porge semplicemente in regalo.  Trovarmi inserito in un libro di un anziano e conosciuto Maestro di Taiwan mentre eseguo il Bagua Zhang è un onore e mi costringerà a fare il possibile per corrispondere a questo gesto un livello sempre più adeguato.

A cerimonia finita si va a mangiare tutti insieme in un clima di allegra festa e nel pomeriggio si svolgono gli esami internazionali.  La capacità di calarsi pienamente nel proprio ruolo da parte degli orientale si rivela immediatamente dall’attenzione e dalla serietà della commissione. Se a tavola sembravano compagni allegri, ridanciani e senza problemi a bere qualche bicchiere in più per festeggiare, in occasione degli esami sono già rientrati pienamente nel loro compito e senza alcun segno che lasci trasparire una sbavatura.  Sarà l’impronta della cultura buddhista o si chiama semplicemente professionalità?

L’esame è lungo, non passa mai.  Solo due candidati, un allievo di Taiwan del M° Wang con 18 anni di studio del Xingyi Quan ed io.  Continuiamo ad alternarci per presentare l’interminabile programma completo dello stile.  Alla fine passo l’esame e ho finalmente la soddisfazione di essere al momento il solo europeo ad aver ottenuto questa certificazione.  Con spirito decisamente più sciolto e rilassato i giorni seguenti proseguiranno con la revisione delle tecniche di Bagua Zhang, lo stile decisamente più complesso e raffinato della scuola Cheng Ming.

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Di ritorno da questi viaggi restano le profonde impressioni ricevute, la consapevolezza di quanto occorre ancora studiare nonostante il lungo percorso fatto finora.  Mi rendo conto della ricchezza di stimoli e conoscenze assorbite nel corso del mio percorso e della mia necessità di organizzare sempre meglio la didattica per trasmettere a mia volta quanto appreso.  La mia “biblioteca corporea” sta stipando molti volumi di grande interesse, linguaggi diversi per approfondire un solo ampio argomento. Spero di continuare ad accrescere la mia “capacità di lettura” e trasmettere quanto possibile affinché altri possano beneficiare di queste informazioni.  Del resto non dovrebbe essere questo lo scopo di chiunque forma degli allievi?

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Lyon, Lyon…

Giovedì, 15 Dicembre 2011

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Il 26-27 novembre sono stato a St. Germaine Au Mont d’Or (Lyon, Francia) per il previsto seminario di Taijiquan all’associazione Atemi mont d’Or.  Insieme a me l’immancabile Sergio e, per la prima volta, il grande Alessandro, allievo di lunga data e di lunga esperienza.

Che dire? Il gruppo di Jean Claude Guillot è prima di tutto un vero nucleo di amici e di appassionati praticanti, il loro livello continua a crescere in maniera progressiva e così il loro entusiasmo!

Avendo il compito di trasmettere loro le tecniche della Scuola Cheng Ming ne sono davvero felice!

Con il gruppo di insegnanti

Lo stage

Lo stage è stata l’occasione per evidenziare tecniche e applicazioni al combattimento di alcuni movimenti della 4a sezione della forma, ma anche e soprattutto per approfondire esercizi interni applicati al zhan zhuang (posture) e al tuishou (spinte e pressioni). Ho chiaramente percepito la gioia dei partecipanti quando abbiamo sperimentato il modo di ammorbidire il contatto, di assorbire i colpi e di respingere elasticamente la forza dell’avversario.  Un percorso esperienziale per arrivare con naturalezza e facilità all’esercizio libero con pugni e calci, senza particolari traumi e in un modo proponibile, oltre che a preparati combattenti, anche ad adulti maturi senza precedenti esperienze di combattimento.

Devo dire che fa un certo effetto vedere persone dedite al Tai Chi come dimensione di studio personale e senza alcuna velleità marziali… prendersi gioiosamente “a botte” con la massima disinvoltura e naturalezza! Il ché mi conferma come spesso si possa rendere facile il difficile e si possano ottenere risultati brillanti anche con persone che praticano per il benessere e scoprono il piacere del lato marziale.

I risultati ottenibili quindi dipendono in ampia misura dalla capacità dell’insegnante di mettere in condizioni tutti, attraverso la giusta metodica, di affrontare difficoltà crescenti e dall’ambiente collaborativo che si crea. Poi ci sono i “fuori classe” nati, con capacità non comuni e non esegibili da tutti, e le persone molto allenate e molto motivate… che avranno un vantaggio ancora maggiore dall’applicazione intensiva dei principi studiati.

Jean Claude era molto contento e avrebbe voluto organizzare altri 2 seminari prima dell’appuntamento di maggio con il M° Wang Fulai ma, per motivi legati alla disponibilità della sala d’allenamento (l’unico palazzetto della zona, molto richiesto), gli è stato poi possibile prenotare una sola data per aprile.

Appuntamento quindi per tutti gli interessati al 21-22 aprile 2012, sicuri di ritrovare gli amici francesi sempre più preparati e allegri!

PM

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